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Wikipoint, così una startup italiana lavora per portare aziende e PA nel metaverso

«Non abbiamo in mente una dimensione distopica che sostituirà la realtà. Il metaverso, almeno come lo intendiamo noi, è uno strumento di comunicazione addizionale, che arricchirà quello che si fa già nella PA». Guido Simonetti, COO della startup italiana Digiwow, ha fatto questa premessa per introdurci all’esperienza digitale di Wikipoint. Così si chiama la piattaforma interattiva che, senza visori o altri tipi di device, consente alle persone di visitare uno spazio virtuale sviluppato in 3D per fare esperienze di ogni tipo. Utile sia per il mondo retail, sia per quello della pubblica amministrazione, la tecnologia è agli esordi, ma permette già di individuare alcune soluzioni per venire incontro alle necessità di consumatori e cittadini. A poche settimane dall’appuntamento del 25 ottobre a Padova – gli Stati Generali delle città intelligenti, qui trovate il programma – abbiamo intervistato una realtà che potrebbe dare il proprio contributo nell’aumentare i canali di comunicazione delle amministrazioni.

Ad oggi il team di Digiwow è attivo in Italia, ma con un importante contributo che arriva da partner e professionisti esteri. «Soprattutto in India – ci ha spiegato Simonetti -. Negli anni mi sono reso conto che in Italia si sta creando uno shortage nel settore della programmazione, soprattutto orientata al 3D». Le esperienze su Wikipoint finora rese disponibili gratuitamente per gli utenti (come questa in piazza Duomo a Milano) hanno ricreato ambienti urbani nei quali chiunque può entrare tramite smartphone. «All’inizio del prossimo anno lanceremo Wikipoint City. L’obiettivo è avere 63 piazze entro fine 2023 con un ritmo di produzione serrato. In questo metaverso inseriremo anche località iconiche, come il lungomare di Napoli e gli Champs-Élysées. Avere queste piazze consentirebbe, ad esempio, di realizzare una mostra d’arte itinerante».

Al momento l’azienda ha una ventina di clienti in Italia, attivi in vari settori, e l’obiettivo è di allargare anche verso il mondo della PA. «Per la pubblica amministrazione vediamo grande potenzialità nel progetto Wikipoint City: ogni comune ha la necessità di trovare nuove forme di comunicazione verso il cittadino. Anche perché, lo ripeto, la nostra piattaforma non va a sostituire l’esistente». Non essendo poi necessari visori, l’accessibilità a questo metaverso è facilitata: basta collegarsi a un link gratuito tramite smartphone, scegliere il proprio avatar e iniziare a camminare, interagendo con i numerosi touch point presenti.

In questi ambienti, soprattutto per quanto riguarda il retail, gli utenti possono sfogliare cataloghi, vedere prodotti scorrendo un feed, fare domande ai commercianti (gli arriva la notifica sullo smartphone). E, ovviamente fare shopping. «Il primo step che viene fatto col cliente è partire da un foglio bianco – ha concluso Simonetti – ad esempio, un nuovo punto informazione per il cittadino verrebbe ricreato partendo dalle idee del committente. Questa fase del progetto non è mai tecnica», come ci ha spiegato il COO, perché gli ambienti che si possono ideare sono infiniti, per veicolare il giusto messaggio. «È in quel momento che nasce il vero legame e contatto con il metaverso. Non è come sviluppare un sito, ma si crea una casa delle idee».

Notizia pubblicata il:

23/09/22