Un percorso di ascolto che continua, inaugurato all’ultima edizione degli Stati Generali delle città intelligenti a Padova. La partnership tra City Vision e Data Valley ha prodotto il White Paper in cui sono disponibili decine di analisi sulla normativa e sulle tecnologie esistenti in grado di abilitare la condivisione dei dati a livello urbano in Italia e in Europa. Il tavolo di co-innovazione organizzato da Data Valley e coordinato insieme a City Vision promuove costantemente attraverso diverse iniziative la valorizzazione, la condivisione e il riutilizzo dei dati urbani. L’obiettivo di questo documento scaricabile online è restituire una fotografia aggiornata delle best practice frutto dello scambio di esperienze dei soggetti coinvolti a vario titolo nel progressivo sviluppo delle città intelligenti. Il White Paper “Use and re-use of urban data in the smart city domain” ambisce a riunire in un unico documento le visioni dei diversi stakeholder del settore: pubblica amministrazione, enti di ricerca, aziende private e cittadini.

Il White Paper costituisce un primo importante risultato e al tempo stesso un punto di partenza per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi nella realizzazione delle città intelligenti con scelte data driven compiute da una PA consapevole e informata grazie ai dati. Alla versione 1/2023 seguiranno periodici aggiornamenti che terranno conto dell’evoluzione del quadro normativo, degli sviluppi tecnologici, e di tutti i nuovi casi d’uso che arricchiranno il dibattito attorno alle città intelligenti al centro del programma e degli eventi di City Vision.

Sveva Ianese, che coordina l’attività dell’Osservatorio Data Valley, spiega così la mission alla base del White Paper. “Ci siamo resi conto che per anni si è fatto un gran parlare di smart city, almeno dal 2015. Ciò che mancava era, però, la cornice normativa e tecnologica entro cui inserire le iniziative che via via           si stavano sviluppando in Italia. Noi guardiamo la smart city dalla prospettiva della valorizzazione dei dati urbani. E dal punto di vista della data governance e della compliance non era chiaro come costruire questo tipo di progetti: mancava una guida”. Così, insieme a City Vision, sono partiti i tavoli di co-innovazione organizzati anche durante gli appuntamenti del roadshow dal vivo e online.

“Abbiamo iniziato a ottobre 2022 con il primo appuntamento. Nell’estate 2023 abbiamo raccolto i contributi che sarebbero confluiti nel White Paper presentato agli ultimi Stati Generali delle città intelligenti a Padova”. Sono quasi 100 le pagine con contenuti in inglese che testimoniano un ecosistema ricco di talenti, dalle aziende agli istituti di ricerca fino ovviamente alla PA. Prossimamente City Vision comunicherà come sarà possibile proporre un contenuto che racconti un caso di trasformazione intelligente della città dall’angolatura dei dati da candidare per la prossima edizione del documento.

Il White Paper è suddiviso in quattro parti: la prima inquadra lo scenario delle smart city in un contesto che non è soltanto tecnologico, ma anche normativo visto il ruolo fondamentale dell’Unione Europea, con direttive e regolamenti, nell’indirizzo e nella messa a terra dei singoli progetti; la seconda parte analizza il framework normativo abilitante per la condivisione e il riuso delle informazioni; la terza si concentra sulle applicazioni dei dati nelle politiche urbane, con servizi a disposizione dei cittadini; la quarta e ultima sezione condivide con la community casi d’uso e progetti virtuosi di (ri)uso dei dati urbani.          .

Nell’intervento di Domenico Lanzilotta, direttore di City Vision, pubblicato nel White Paper si leggono le sfide a cui sono chiamate a rispondere le città, grandi e piccole. “Nel contesto attuale – scrive – le città italiane stanno vivendo un’enorme trasformazione incentrata sulla raccolta e l’utilizzo dei dati. Questo processo risponde alla crescente necessità di migliorare i servizi urbani e di creare un ambiente più intelligente ed efficiente per i cittadini e le imprese. Tuttavia, le attività di raccolta dati non sono più sufficienti per affrontare le problematiche urbane”. City Vision con Data Valley continuerà a lavorare per raccontare gli esempi virtuosi, affinché animino il dibattito e producano effetti positivi sul territorio, ispirando la PA, le imprese e gli stakeholder tutti verso un lavoro collettivo e di co-innovazione.

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