Sono tante le ricette per decarbonizzare il settore dei trasporti. Una di questa è già stata adottata in varie parti d’Europa, dove si è deciso di rendere gratuiti i mezzi pubblici. Genova è una delle prime città in Italia a muoversi in tale direzione: da inizio 2024 tutti i residenti della Città metropolitana non devono più pagare il biglietto per accedere ad ascensori, funicolari e ferrovia a cremagliera; per quanto riguarda invece il trasporto pubblico come bus e metropolitana la gratuità è riservata agli under 14 e agli over 70.

Con City Vision abbiamo da poco affrontato il tema della mobilità durante il tavolo di lavoro a Napoli, prima tappa del roadshow 2024. Nel corso dell’incontro – a cui hanno partecipato rappresentanti della PA e stakeholder – è emersa proprio la politica green che punta a rendere gratuiti i mezzi pubblici come best practice a cui ispirarsi.

Si è citato l’esempio della Germania, che nell’estate 2023 ha introdotto un abbonamento mensile a 9 euro per i treni regionali. Con un investimento importante (2,5 miliardi di euro), i risultati sono stati comunque incoraggianti perché molte persone hanno sperimentato la comodità di mezzi alternativi all’auto.

«Questi mesi di sperimentazione della gratuità della metropolitana e degli impianti verticali hanno già portato risultati importanti sotto questo punto di vista – ha dichiarato il sindaco di Genova, Marco Bucci -. Nei prossimi anni, con il prolungamento della metro, il servizio diventerà ancora più capillare ed efficiente per molte altre zone della città». In giro per l’Europa un altro caso emblematico è il Lussemburgo, dove da anni i mezzi pubblici sono gratuiti.

Rendere gratuiti (o comunque più convenienti) bus, tram e metro ha un costo, ma può essere letto come investimento. Anche in Italia si sta facendo strada un processo che parte dei Comuni per puntare sulle città 30 (Bologna ha introdotto da poco il limite su buona parte delle strade urbane), e sulla città a 15 minuti (il sindaco Sala di Milano ne ha fatto uno dei suoi punti centrali sul fronte mobilità).

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