Il dibattito sulla sicurezza stradale si sta gradualmente evolvendo in Italia: gli incidenti (soprattutto quelli mortali) vengono sempre meno trattati come fatalità. Le amministrazioni hanno da tempo iniziato a lavorare su strumenti – zone 30, isole spartitraffico, etc – per costringere automobilisti in primis a ridurre la velocità. Su questo fronte una mano arriva pure dai dati. VivaCity, startup che ha da poco raccolto un finanziamento da oltre 8 milioni di dollari ed è già attiva in Stati come Australia e Regno Unito, ci suggerisce una possibile strada: i suoi sensori installati nelle città sono occhi preziosi su piazze, vie e incroci dove la tecnologia è in grado di rilevare possibili situazioni di rischio e molto altro. Qui sotto trovate un video che spiega come questa startup cerca di ridurre gli incidenti stradali con i dati.

Sul sito di City Vision torniamo a parlare di dati una settimana dopo il successo della tavola rotonda dedicata proprio a questa risorsa nascosta. Qui trovate quello che è emerso dall’evento di Roma, il 21 febbraio scorso. «Non si può governare senza conoscere», ha detto proprio in quell’occasione l’assessore all’Innovazione del Comune di Bergamo, Giacomo Angeloni. Storie come quelle di VivaCity, azienda valutata 42 milioni di dollari, suggeriscono soluzioni a città intelligenti che in sensori e intelligenza artificiale trovano potenziali alleati per ridurre gli incidenti stradali e rendere il traffico più scorrevole.

VivaCity ha installato finora 3500 sensori in varie città di sette paesi differenti. Grazie all’analisi delle telecamere, che proteggono e rendono anonimi tutti i dati, le amministrazioni hanno un quadro di come si articolano gli spostamenti di macchine, bus, pedoni e ciclisti in snodi cruciali delle città. La prossima a collaborare con la startup sarà New York. Grazie alla tecnologia, il sistema sarà in grado anche di avvertire le situazioni di potenziale rischio, magari in prossimità di un incrocio o di un attraversamento e di intervenire in maniera preventiva prima che si verifichi un sinistro.

«Se guardiamo indietro di 10-20 anni altri settori sono stati rivoluzionati dai dati, come la pubblicità, il marketing e la vendita al dettaglio – ha spiegato Mark Nicholson, il Ceo  di VivaCity -. Questi settori sono ora radicalmente diversi grazie ai dati che sono entrati nei loro ecosistemi». L’obiettivo è estendere strumenti simili a tutte le città, anche medio-piccole, così da sostenere il lavoro degli amministratori.

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