Lo sport appassiona, lo sport coinvolge, lo sport attira migliaia, centinaia di migliaia di persone che amano una particolare disciplina in luoghi precisi. Nella maggior parte dei casi sono stadi, palazzetti e circuiti molto grandi. Dal calcio al basket, dal tennis al nuoto, dall’atletica fino ai motori. Ma che dire di quegli spazi dove si disputano attività non professionistiche, quegli ambienti che accolgono i bambini o gli amici di sempre che si riuniscono una volta la settimana per divertirsi? Stiamo parlando di angoli preziosi dove in tutta Italia pulsa una parte importante della vitalità dei territori e delle città. Di questo si parlerà lunedì 15 aprile a Genova con il tavolo di lavoro “Una città in campo: i luoghi dello sport per trasformare il territorio”seconda tappa del roadshow 2024 di City Vision (siamo già stati a Napoli; il 10 maggio saremo a Milano e il 30 maggio a Udine).

Diamo qualche numero per inquadrare i luoghi dello sport in Italia. Sono 77mila gli impianti sportivi, la maggior parte (70%) pubblici; si trovano al 52% al Nord, al 22% al Centro e al 26% al Sud. Ogni mille abitanti ci sono 1,32 impianti sportivi. Il calcio, lo sport più seguito in Italia, vanta il maggior numero di impianti, seguito da pallavolo, basket e tennis. Quelli che vengono presentati come sport minori spesso fanno i conti con una domanda di spazi insufficiente o non adeguata, per la quale talvolta le amministrazioni pubbliche riescono a trovare una soluzione.

Fare investimenti sullo sport a livello di politiche locali significa anzitutto assicurarsi che le persone abbiano occasioni per mantenersi in salute. La sedentarietà è uno dei principali problemi della società contemporanea: come dicono medici ed esperti una delle medicine più importanti per prevenire malattie e problemi di salute è rappresentata proprio dall’attività fisica. Non per forza a livelli agonistici. Tra il 2000 e il 2021 il livello di attività sportiva è aumentato di circa il 25% nelle aree settentrionali e del 15% nel Mezzogiorno. Nelle aree in cui si fa meno attività fisica, gli spazi sportivi per mille abitanti sono sotto la media nazionale.

Nel 2021 il 39,8% degli uomini praticava sport (in maniera continuativa o saltuaria) contro il 29,6% delle donne. Questo gap è comunque diminuito di quasi il 30% da inizio millennio. Tra i trend più interessanti rispetto alle città intelligenti che raccontiamo con City Vision c’è quello delle sport city che vantano un’offerta diffusa, al servizio di chi vuole praticare attività fisica di qualsiasi tipo.

Ecco allora che i parchi e le aree verdi possono essere valorizzati integrando spazi dedicati allo sport. Palestre all’aria aperta, campi da calcio e da basket, piscine. Lo sport è un driver di cambiamento, apprezzato dalla cittadinanza perché offre luoghi per star bene con se stessi e con gli altri. Al tavolo di lavoro del 15 aprile parleremo di best practice, di investimenti, di piccoli e grandi progetti. Lo faremo a Genova, Capitale Europea dello Sport 2024.

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