Il servizio ido per il monitoraggio della qualità dell'aria

Andrea Bassi

Co-founder Wiseair

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Sensori, report trimestrali consegnati ai comuni e app per informare i cittadini. Ecco i tre pilastri dell'offerta della startup


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La startup Wiseair offre ido, un servizio di gestione della qualità dell’aria che si basa su sensori da installare in luoghi strategici della città e su report periodici consegnati agli amministratori. L’azienda fa parte dell’Innovation District di City Vision 2023 e si occupa di un aspetto fondamentale per la salute pubblica. L’inquinamento atmosferico è un problema per sua natura invisibile, ma i dati sulle morti premature in Europa sono nell’ordine di centinaia di migliaia all’anno. Fondata nel 2019 da cinque ingegneri del Politecnico di Milano, Wiseair si è concentrata su tre fattori che compongono la sua offerta rivolta alla PA.

Ci sono i sensori di qualità dell’aria, i report semestrali realizzati per i comuni con cui collabora e in cui sono inseriti anche suggerimenti per possibili azioni e infine il lavoro su trasparenza e comunicazione. In merito a quest’ultimo aspetto, Wiseair ha sviluppato una dashboard – su cui i dati sulla qualità dell’aria sono aggiornati in tempo reale – rivolta non soltanto agli amministratori. C’è anche l’app che può essere scaricata dal cittadino che così viene informato sull’avanzamento delle politiche. Proprio per stimolare la cittadinanza e renderla autonoma l’app Wiseair permette poi di inviare segnalazioni riguardo a odori molesti in città.

In totale Wiseair collabora con 60 comuni in tutta Italia, da Andria a Cologno Monzese. Ogni città stabilisce quanti sensori installare e la startup procede rispettando i criteri ISPRA e le norme in vigore. La qualità dell’aria in ambiente urbano è un tema importante, ma anche complesso. Si tratta infatti di un fenomeno iper locale, con dati che possono cambiare di molto nel giro di poche centinaia di metri. E questo dipende dal livello di urbanizzazione e dal tipo di edifici presenti.

Il dato finale viene riportato in tempo reale tramite il WiseIndex, un indice qualitativo espresso su una scala da 0 a 100 che identifica tre fasce di valutazione per il PM2.5: fascia verde, gialla e rossa. Seguendo questa logica semaforica si ha anche modo di informare la cittadinanza, aumentando la consapevolezza delle situazioni di rischio. La presenza di sensori Wiseair sul territorio non va a sostituire tecnologie esistenti, ma a potenziare il livello di conoscenza. I dati elaborati dalla startup integrano infatti quelli provenienti dalle centraline ARPA e dai dati satellitari accessibili alla cittadinanza. Seguendo il paradigma Air GEMS proposto dalle Nazioni Unite l’obiettivo della collaborazione con Wiseair è avere informazioni ancora più specifiche sul territorio.

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