La data company che misura i flussi di mobilità

Emanuele Strano

Smart City Market Lead

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Fondata nel 2017 a Milano la società ha raccolto 5 milioni di euro. Ha progetti attivi in Comuni come Milano, Rimini e Cremona. Il suo sensore è composto da una telecamera al cui interno albergano un software e l’algoritmo proprietario


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Nelle città intelligenti che City Vision racconta da anni il ruolo dei dati è fondamentale per conoscere, prima, e prendere poi le decisioni migliori. Tra le startup che operano in questo ambito aperto anche alla pubblica amministrazione troviamo Blimp, fondata nel 2017 a Milano, che in questi anni ha raccolto 5 milioni di euro. Come parte dell’Innovation District 2023 di City Vision, è una data company che ha come obiettivo principale la misurazione dei flussi di mobilità pedonale e veicolare nelle città.

Come si muovono le persone e come utilizzano gli spazi? Con che mezzi e con quale frequenza? I dati, aggregati e nel rispetto della privacy, vengono messi a disposizione dei Comuni su una semplice dashboard online, dove le informazioni sono presentate in maniera chiara, a disposizione di sindaci, assessori e tecnici per conoscere lo stato dell’arte e capire come intervenire per migliorare.

Come fa Blimp a raccogliere e mettere in ordine tutte queste informazioni? Attraverso un sensore, composto da telecamera al cui interno albergano un software e l’algoritmo proprietario. È quest’ultimo a rappresentare il core tecnologico dell’azienda: riesce infatti a elaborare un numero ampio di informazioni, come il numero di pedoni, il genere, la fascia d’età, i tempi di permanenza, così come il tipo di veicoli che transitano in una via, la direzionalità dei flussi e la provenienza. Il tutto nel rispetto dei requisiti di privacy.

Blimp non va a identificare persone o veicoli e non utilizza tecnologie di riconoscimento facciale. I dati che vengono raccolti sono anonimi e aggregati, per poi essere visualizzati sulla dashboard. Finora la startup ha installato più di duemila sensori sul territorio nazionale tra ambienti urbani, stazioni ferroviarie e anche centri commerciali (advertising e retail sono gli altri due verticali in cui è impegnata). L’adozione di questa tecnologia nell’ambito smart city ha grandi potenzialità dal momento che renderebbe più consapevoli le politiche della PA.

Sono diversi i progetti che costituiscono casi studio di Blimp: a Rimini, grazie ai sensori, è stato possibile studiare l’affluenza sul lungomare e il rischio di contagio durante i mesi della pandemia; a Milano sono costantemente condotte delle analisi di traffico pedonale e veicolare nelle zone nevralgiche della città per analizzare le dinamiche urbane in funzione delle condizioni meteo o di particolari eventi come concerti, festeggiamenti o manifestazioni; a Cremona ci si è poi concentrati sull’utenza del trasporto pubblico e su come ricostruire le necessità logistiche dei viaggiatori.

In un contesto globale, dove sono sempre di più le telecamere che coprono gli spazi pubblici, l’obiettivo di Blimp non è certo quello di aumentarne il numero. La tecnologia di Blimp è infatti installabile all’interno di qualsiasi dispositivo già presente in piazze e vie. Tutti i dati raccolti sono anonimizzati nel momento stesso della loro acquisizione. I dati aggregati sono poi protetti nel cloud e trattati nel pieno rispetto della normativa.

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