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I social e le città: strumenti per l’open government e una PA trasparente

Tra i temi che saranno affrontati a City Vision Talk Smart PA a Ivrea, il 9 giugno al Teatro Giacosa (qui per le iscrizioni), c’è anche quello della comunicazione. Quante sono le città che utilizzano i social network e le app di messaggistica istantanea nel proprio rapporto quotidiano con i cittadini? Quello che un tempo, non soltanto nell’ambito pubblico ma anche aziendale, veniva percepito come una perdita di tempo e un luogo digitale da non presidiare, oggi è invece il posto più frequentato, dove sorgono istanze, dubbi e anche lamentele. Nel corso degli ultimi anni ci si è mossi a livello europeo, ad esempio con il progetto Interactive Cities, finanziato da URBACT e che ha coinvolto dieci città per potenziare l’utilizzo degli strumenti digitali per migliorare la governance urbana.

Tra i grandi comuni italiani molto attivi su Twitter troviamo, per esempio, Genova. Dal profilo ufficiale della città le persone possono infatti non soltanto scoprire eventi e appuntamenti, ma partecipare a questionari online, conoscere gli avvisi e scoprire le ultime novità; sulla stessa piattaforma troviamo anche il profilo del Comune di Palermo, tra le cui peculiarità c’è anche un appuntamento quotidiano con il meteo per la città.

In un panorama così ricco di piattaforme e soluzioni, è evidente che l’impegno delle amministrazioni su una o più di esse richiede costanza e soprattutto professionalità. Se guardiamo a Telegram, l’app di messaggistica che consente di creare gruppi e canali, è anche questa ben presidiata. Il Comune di Trieste, con oltre 11mila iscritti, pubblica aggiornamenti quotidiani legati in particolare modo al traffico, con avvisi puntuali utili a chi si sposta; così come accade anche a Bologna, dove l’amministrazione utilizza la stessa app per informare i residenti, così come i turisti sulla viabilità. La smart PA non ha dunque bisogno di investire sempre su nuovi strumenti. Quelli già a disposizione – i social network – vanno soltanto studiati al meglio, perché sono già quelli più utilizzati dalle persone nella vita di tutti i giorni.

Notizia pubblicata il:

01/06/22